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Un manoscritto reale · Alberto Giovanni Gerli

Prima del libro, una riunione che non portava da nessuna parte.

“L’AI delle 9:40” racconta l’intelligenza artificiale dentro aziende e uffici italiani. Qui trovi una selezione del materiale usato in Sestante: non un esempio generato per questa pagina, ma il percorso di un manoscritto dell’autore del prodotto.

Non è una testimonianza indipendente né una promessa di risultato. Gli estratti sono selezionati; i riferimenti ai personaggi sono anonimizzati in questa pagina. Nessun progetto di altri utenti è reso pubblico.

1. Il brief: sapere cosa non vuoi scrivere

«Non un manuale tecnico, non un manifesto entusiasta: un resoconto di chi c’era.»

Il brief chiede uno sguardo pratico e disincantato su consulenza, gare, progetti, fallimenti e qualche successo. Il pubblico sono manager, dirigenti, funzionari e professionisti. Questa scelta dà una direzione alla scrittura, molto più di “scrivi un saggio sull’AI”.

2. La chiave narrativa: una scelta, non una lezione

«Il filo conduttore non è la tecnologia, ma la decisione: ogni capitolo ruota attorno a una scelta che qualcuno ha dovuto fare, spesso senza abbastanza informazioni, spesso sotto pressione.»

Il progetto indica situazioni reali o composite e nomi cambiati. Le scene non vanno lette come verbali di riunioni. Sono il modo narrativo scelto per organizzare l’esperienza.

3. La memoria del libro

La Story Bible tiene insieme il consulente narratore, un responsabile tecnico e una dipendente che conserva nella propria memoria una parte del sapere aziendale. Registra anche una domanda lasciata aperta all’inizio: che cosa dovrebbe fare, concretamente, l’azienda con l’AI?

Questa è una sintesi della memoria del progetto, non il suo contenuto integrale. Serve a mostrare cosa viene richiamato nei capitoli successivi: persone, fatti e questioni ancora da risolvere.

4. Quando il materiale diventa voce

«Chi scrive era il settimo, seduto in fondo, dalla parte del proiettore, nel posto che ho imparato a scegliere negli anni: quello da cui si vede tutto e non si è quasi obbligati a parlare. È una posizione che consiglio. Da lì si osserva la geografia vera di una riunione, chi guarda chi, chi controlla il telefono sotto il tavolo, chi annuisce a ogni frase senza aver capito nessuna delle precedenti.»

Estratto del capitolo iniziale presente nel progetto. Non è una dimostrazione che ogni frase sia un ricordo documentato, né una certificazione della qualità del libro.

Nel progetto non risultano risposte salvate nell’attuale modulo “Intervista all’autore”: non le abbiamo ricostruite a posteriori. Il punto di partenza verificabile è il brief, con la chiave narrativa e il manoscritto.

Quali tre episodi potresti raccontare tu?

Una decisione sbagliata, una persona che ti ha fatto cambiare idea, un problema risolto senza seguire il manuale. Parti dai fatti che conosci e approva l’indice prima di far scrivere la prima bozza.

Parti dai tuoi tre episodi →
Dietro le quinte di L’AI delle 9:40 · Sestante · Sestante